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Un conchigliofilo del lago Tanganica
Esperienza di riproduzione di Lepidiolamprologus boulengeri.
La femmina di Lepidiolamprologus boulengeri vicino alle
sue conchiglie.
Vasca Caiman 240 lt (foto 1), filtro interno: 1 vano: spugne,
2 vano: cannolicchi, 3 vano bioballs, 4 vano (pompa) altri
cannolicchi.
Allestimento con rocce bianco rosate (da vivaio) poggiate
su lastra di polistirolo, fondo con sabbia per sabbiatori,
gusci di lumache terrestri prelevate in campagna (già
vuote)
L'introduzione della sabbia.
L'introduzione delle rocce.
Cambi con acqua di rubinetto decantanta e trattata con biocondizionatore.
Frequenza : ogni sera 4/6 litri.
Temperatura : 26 °C
Valori : NO2 : zero
NO3 : 12.5 mg/lt
Ph : 8
Kh : 8
Gh : 16
Alimentazione : cibo secco in granuli medi + pezzetti di gamberetti
una volta al giorno.
Start-up di 1 mese iniziato il 17/12/04 poi inserimento contemporaneo
di:
Coppia di Altolamprologus calvus black adulti
Coppia di Lepidiolamprologus boulengeri adulti
N° 4 Neolamprologus leleupi giovani
La coppia di Lepidiolamprologus boulengeri.
Dopo una prima fase, che possiamo definire di ambientamento,
durata circa una settimana la coppia di calvus si è
impossessata della parte sx della vasca mentre i boulengeri
di quella dx (dove peraltro avevo sistemato i gusci di lumaca).
I leleupi ovviamente scorazzano dappertutto salvo ricevere
numerosi attacchi dai boulengeri che difendono la loro zona.
I calvus invece appaiono estremamente timidi e disinteressati
agli altri coinquilini.
Dopo circa una settimana i boulengeri hanno iniziato ad interessarsi
ad un guscio di lumaca, il più grosso e mentre la femmina
vi si infilava dentro continuamente, il maschio tentava di
spostarla afferrandola con al bocca in corrispondenza del
bordo.
Dopo due giorni però il guscio in questione viene abbandonato
(?) e la coppia inizia ad interessarsi ad un altro guscio
che viene continuamente visitato sia dalla femmina (che vi
entra dentro completamente) che dal maschio che vi si infila
solo parzialmente (essendo più grosso).
Nel corso di queste “visite” ogni tanto il maschio
invitava la femmina ad entrare nel guscio con degli improvvisi
e velocissimi “scatti” in andata e ritorno verso
il guscio in questione e al riavvicinamento del maschio la
femmina entrava all’interno mentre il maschio si avvicinava
all’entrata del guscio, vi si poneva sopra con la zona
anale e effettuava un movimento “vibrante” (l’emissione
dello sperma).
Questa procedura è stata ripetuta diverse volte e intervallata
con tante operazioni di scavo, livellamento, spostamento della
sabbia circostante con la formazione di una sorta di piccola
collina sulla quale adagiato il guscio “tana”
quasi totalmente insabbiato.
Nei giorni seguenti tutte le attività sono state rivolte
alla difesa del territorio circostante il guscio (circa metà
vasca!) nel quale nessun altro pesce poteva avvicinarsi, pena
l’attacco immediato o della femmina o del maschio.
Ogni tanto la femmina intravvedeva un leleupi dalla parte
opposta della vasca, scattava immediatamente e colpiva il
malcapitato costretto poi a rifugiarsi nella zona retrostante
della vasca e li confinato.
Discorso a parte è da fare per i calvus che, seppur
attaccati, sia per evidente differenza di mole che per particolare
loro indole, non fuggivano agli attacchi dei boulengeri ma
i loro sconfinamenti (almeno in questa fase) sono stati veramente
sporadici.

La femmina ed il maschio dei due Altolamprologus calvus.
Durante le due settimane seguenti mentre il maschio vigilava
tutta la zona (ma con meno veemenza della femmina devo dire),
la femmina è rimasta immobile (salvo raid punitivi
di cui sopra) davanti al guscio nella fase, evidentemente,
di ventilazione delle uova che erano state deposte all’interno
del guscio. Ogni tanto vi entrava e usciva trasportando sabbia.
Dopo, appunto circa 2 settimane dalla presunta deposizione,
ho incominciato a intravvedere con mia grande gioia e stupore
i primi avannotti, sottoforma di nuvoletta brulicante orbitante
all’interno del guscio (contati circa 60/70 nati di
2/3 mm) mentre la femmina vigilava attentamente l’ingresso
dello stesso per impedire che qualche avannotto ne fuoriuscisse
e appena qualcuno “sconfinava” all’esterno
del guscio veniva immediatamente “ripreso” con
la bocca dalla femmina (saltuariamente anche dal maschio)
e “risputato” all’interno del guscio.

La femmina controlla il guscio - I primi avannotti
Altra caratteristica molto interessante è che i boulengeri
nel periodo della riproduzione si “accendono”
letteralmente di colori, normalmene un po’ sbiaditi,
ma in questa fase veramente belli. Nelle foto è possibile
notare il cambiamento fra il prima e durante la riproduzione
anche se dal vivo questa differenza è molto più
evidente e bella.
Solo dopo 3 giorni dalla schiusa delle uova (nascita degli
avannotti), gli avanotti hanno cominciato ad allontanarsi
sempre più dal guscio e direi alla dimensione di 5/6mm
ho intuito l’interruzione delle cure parentali e la
possibilità per gli avannotti di allontanarsi sempre
più dal guscio (purtroppo).
Durante questi giorni l’alimentazione degli avanotti
è stata sostenuta mediante cibo secco normale triturato
finemente e disciolto in acqua e iniettato in prossimità
del guscio mediante una siringa (senza ago).
Purtroppo la mia assenza da casa per lavoro non mi ha permesso
di somministrare il cibo almeno ¾ volte al giorno come
da manuale e, credo, anche questo deve aver influito negativamente
sulla sopravvivenza degli avanotti che dopo una settimana
erano totalmente scomparsi.
Altro elemento di sicura “influenza”, anche se
non ho mai assistito all’evento, può essere coabitazione
con gli A. calvus, indicati in molti libri come dei veri e
propri cacciatori di avanotti: non ho mai visto i calvus catturare
gli avanotti ma tutte le sere al mio rientro in casa li trovavo
entrambi molto vicini alla zona boulengeri (fatto abbastanza
raro solitamente).
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Panoramica dell'allestimento. |
Non da meno deve aver influito anche il fatto che negli ultimi
giorni (quando ancora si vedono una trentina di avanotti),
la zona di competenza dei boulengeri è stata interessata
da un vero e proprio tsunami provocato dagli stessi boulengeri
che hanno iniziato a scavare buche profonde, solchi e a spostare
tutti i gusci in giro per la vasca. Non è escluso che
molti avanotti siano stati letteralmente sepolti durante queste
operazioni.
Insomma a parte la perdita degli avannotti (cosa abbastanza
prevedibile date le condizioni di coabitazione con calvus
e mancata separazione con assistenza frequente e dedicata),
l’osservazione del comportamento, in tutte le fasi descritte,
è di grande fascino e interesse e spero che questa
descrizione contribuisca ad affascinare altri acquariofili
verso questo meraviglioso mondo dei ciclidi africani.
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