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Il Discus viene ancora considerato un pesce molto difficile
da allevare e quasi impossibile da riprodurre, niente di più
sbagliato . In questi anni soprattutto gli allevatori asiatici
sono riusciti ad ottenere pesci molto più resistenti alle
malattie e molto più colorati di varietà classiche come i
turchesi . Purtroppo l’indiscutibile bellezza e robustezza
delle nuove varietà ha degli effetti negativi riscontrabili
nella riproduzione, infatti più si è andati avanti con le
riproduzioni in consanguineità mirate all’ottenimento di esemplari
con forma e colori perfetti , più si sono riscontrati casi
di riproduttori non fertili ed ancor peggio di riproduttori
che non dedicano le cure parentali alla propria prole, cosa
fondamentale per l’accrescimento degli avannotti.
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Questo Discus si è classificato primo nel concorso tenutosi
durante il Convegno del Discus Club Italia del 2001. Foto archivio
AP. |
In conclusione si può dire che queste nuove varietà sono sicuramente
le più indicate per un acquariofilo alle prime armi con i Discus, ma
che almeno il 70 % di esse non daranno gli stessi risultati riproduttivi
ricavabili da turchesi, hekel o quant’altro si trovi in natura.
Allevamento:
Per quanto riguarda l’allevamento sono 3 i fattori che contribuiscono
al buon accrescimento di un Discus:
1) Lo spazio. I discus sono grossi ciclidi che raggiungono facilmente
i 20 centimetri di lunghezza, quindi le dimensioni minime dell’acquario
devono essere di 100 cm di lunghezza, 40 cm di altezza e 40 cm di profondità.
Molto importante è l’altezza poiché acquari bassi possono causare difficoltà
nella crescita con conseguente deprezzamento degli esemplari.
2) L’acqua. I valori dell’acqua devono essere tenuti costantemente
sotto controllo. I discus sono molto sensibili alle variazioni di questi
valori e a volte un repentino abbassamento del PH o un’elevata concentrazione
di nitrati possono essere letali. Per l’allevamento è consigliabile
mantenere il valore pH a 7, la conduttività non più alta di 500 microsimens
la concentrazione di nitrati quanto più bassa è possibile e la temperatura
a 28°C .
3) L’alimentazione. La regola basilare è variare. Bisogna offrire cibi
di qualità sia in granuli che in scaglie, inoltre bisogna inserire nella
dieta del cibo surgelato come chironomus, dafnie ed artemie adulte.
Se poi si riesce ad ottenere del cibo vivo, allora si offrirà il massimo
ai propri pesci.
Come precedentemente accennato è fondamentale la pulizia dell’acqua,
quindi quando si allestirà l’acquario bisognerà fare attenzione nel
predisporlo in maniera che siano favorite le operazioni di pulizia.
E' preferibile utilizzare della ghiaia molto fine in modo che i resti
di cibo e le feci non riescano ad infiltrarsi in profondità rendendo
poco efficiente la sifonatura del fondo. Per lo stesso motivo sarebbe
meglio acquistare un acquario che abbia un filtro senza anfratti o scanalature
strette. Per quanto riguarda l’arredamento è consigliabile l’acquisto
di alcune radici di mangrovia perché fanno sentire al sicuro i discus
ed alcune piante come le echinodorus e le cryptocorine. E’ consigliabile
non eccedere con queste ultime sempre per agevolare la pulizia . L’acqua
da utilizzare può essere costituita per il 70 % da acqua di rubinetto
precedentemente filtrata attraverso carbone attivo per eliminare cloro
e pesticidi e per il 30 % da acqua osmotica . Se il pH dell’acqua ottenuta
supera il 7 conviene inserire nel filtro della torba in granuli che
poi sarà tolta quando verrà raggiunto il valore pH desiderato.
Una volta completato l’allestimento dell’acquario si passa all’acquisto
dei pesci. Bisogna stare molto attenti durante questa operazione perché
spesso nei negozi vengono venduti discus malati o con deformazioni .
Se non avete la fortuna di fornirvi da un allevatore che sicuramente
vi darà esemplari in ottima salute e dovete quindi recarvi da un negoziante,
dovete verificare che il discus che vi interessa sia vispo, che non
sosti in un angolo dell’acquario, che non presenti molti buchi sulla
testa, che non sia eccessivamente magro, che non abbia gli occhi sproporzionati
rispetto alla sua dimensione, che non respiri da una sola branchia e
che non sia ricoperto da una patina bianca. Controllate anche le feci
che non devono assolutamente essere biancastre, ma di un colore rosso
scuro, chiedete inoltre al negoziante di dare del mangime ai discus,
se lo rifiutano è meglio rinunciare all’acquisto.
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Questo Discus si è classificato secondo nel concorso
tenutosi durante il Convegno del Discus Club Italia del 2001. Foto
archivio AP. |
Mai acquistare un solo discus sono pesci di branco che soffrono la
solitudine. Per un acquario di dimensione 100x40x40 Cm, la miglior cosa
sarebbe comprare 6-8 discus di 5-6 cm di diametro che se ben tenuti
dopo circa 6 mesi cominceranno a formare delle coppie. Durante questo
periodo di sviluppo bisogna alimentarli per almeno 3 volte al giorno
somministrando la mattina cibo in granuli, a mezzogiorno cibo in scaglie
e la sera cibo vivo o surgelato. Il cibo surgelato deve essere prima
lavato accuratamente e poi somministrato ai pesci altrimenti potrebbe
inquinare l’acqua dell’acquario. Poiché il discus è sensibile all’eccessiva
concentrazione di nitrati è opportuno sifonare il fondo ed effettuare
un cambio dell’acqua settimanale sostituendo il 20 % del volume dell’acquario.
Riproduzione:
Vi è un netto divario tra la riproduzione di discus selvatici e quella
dei discus di allevamento. Questi ultimi presentano meno difficoltà
nella formazione delle coppie e nella deposizione grazie alla maggiore
tolleranza dei valori dell’acqua non ideali, però al contrario dei discus
selvatici questi hanno spesso difficoltà nell’allevamento della prole
poiché a causa della eccessiva selezione genetica attuata hanno perso
in parte l’istinto naturale della protezione della prole. Tralasciando
la difficile riproduzione dei discus selvatici, vi parlerò di quella
dei discus di allevamento. Una volta formata la coppia nell’acquario
di comunità si passa all’allestimento di una vasca speciale dedicata
solo alla riproduzione. Questa vasca dovrebbe essere un cubo di 50 cm
di lato in modo da rendere più facile ai riproduttori la raccolta delle
larve. Questa vasca non deve avere nessun arredamento tranne un cono
di terracotta o un tubo in PVC che funga da substrato per la deposizione.
I valori dell’acqua da riproduzione devono essere: pH 5,5 - Conduttività
150 microsimens, nitriti assenti, nitrati molto vicini allo 0 e temperatura
a 28 °C. La coppia pronta alla deposizione, riconoscibile dai tremolii
del corpo, viene trasferita nella vasca da riproduzione e dopo qualche
giorno si avrà la deposizione. Ora si riconoscerà il sesso dei riproduttori
osservando le papille genitali, il maschio ha la papilla genitale appuntita
mentre la femmina a tronco di cono. Prima di deporre entrambi puliscono
accuratamente il substrato scelto e poi la femmina comincerà a deporre
numerose file di uova seguita dal maschio che provvederà a fecondarle.
Una covata media può portare alla deposizione di 200-300 uova , naturalmente
non tutte si schiuderanno.
Dopo la deposizione i riproduttori si alterneranno nel ventilare la
covata con le pinne pettorali in modo da apportare costantemente dell’ossigeno
alle uova.

foto archivio AP
Se le condizioni dell’acqua sono ideali, dopo circa 60 ore si avrà
la schiusa e i genitori aiuteranno le larve ad uscire dal guscio prendendole
in bocca e ributtandole sul substrato. Le larve appena nate hanno delle
ghiandole sulla testa che producono una sostanza che le fa aderire al
substrato. Dopo 5 giorni dalla schiusa questa sostanza regredisce, il
sacco vitellino (unica riserva di energie) viene completamente riassorbito
e le larve cominciano a nuotare.

foto archivio AP
Subito dopo si dirigono sui corpi dei genitori attirate da movimenti
ritmici e da una colorazione molto scura degli stessi per alimentarsi
del “muco” che non è altro che l’ispessimento dell’epidermide dei genitori
che si ha solo nel periodo riproduttivo e che ha lo scopo di alimentare
gli avannotti nei primi giorni di vita.

foto archivio AP
Dopo 5 giorni di nuoto libero si possono cominciare a somministrare
anche dei naupli di artemia appena schiusi per 5 volte al giorno e dopo
altri 10 giorni si può integrare la dieta con del mangime secco finissimo.
Se ben tenuti a circa 25 giorni dalla nascita sono già svezzati e possono
essere separati dai genitori, gli avannotti crescono in fretta e a questa
età hanno già le dimensioni di una moneta. Da questo momento in poi
si dovranno seguire le indicazioni descritte per l’allevamento, quindi
si modificheranno lentamente i valori dell’acqua sino ad arrivare nuovamente
ad un pH pari a 7, ad una conduttività di 500 microsimens ed una temperatura
di 28°C. E' importantissimo curare bene gli avannotti nel primo mese
di vita perché è in questo periodo che essi si trasformeranno da larve
a discus e se vi è una carenza nell’alimentazione o una scarsa qualità
dell’acqua, si noteranno presto deformazioni scheletriche che non potranno
mai più essere riparate.
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