SINTOMI
Le malattie sono solitamente accompagnate da sintomi, ovvero
la reazione dell’ospite all’agente patogeno. Possiamo
distinguere, per comodità, due tipologie di sintomi:
le alterazioni fisiche e i disturbi comportamentali.
Alterazioni fisiche
Le alterazioni fisiche sono
modificazioni nell'aspetto o nella funzionalità degli
organi del pesce provocati dalla malattia. Gli organi colpiti
possono essere sia interni, sia esterni, in ogni caso i sintomi
si manifestano su varie parti del corpo, a volte modificando
anche l'aspetto del pesce. Di conseguenza si osserveranno alterazioni
della mucosa, delle
pinne, degli occhi
o delle branchie;
cambiamenti di colore
o feci insolite.
Disturbi comportamentali
Con disturbi comportamentali intendiamo il comportamento anomalo
che i pesci ammalati manifestano rispetto a quelli sani. Le
cause possono essere virali, batteriche, parassitiche ma anche
dovute a errati valori chimico-fisici dell’acqua.
Anche in questo caso distinguiamo disturbi
del comportamento e disturbi
motori.
Alcune malattie possono essere diagnosticate correttamente anche
solo con l’esame dell’aspetto del pesce o con l’osservazione
del comportamento. In altri casi però bisognerà
ricorrere all’esame al microscopio per determinare con precisione
la malattia.
I pesci ammalati possono venire anestetizzati in modo da poterne
prelevare le parti da osservare.
Per procedere all’anestesia occorre trasportare il pesce
in una vasca sufficientemente grande e aggiungere all’acqua
del metilsulfonato di tricaina (Ms 222). Dopo aver anestetizzato il pesce, bisogna
prelevare degli strisci di muco o tagliare le parti della pinna
attaccate dal parassita; per facilitare queste operazioni si può
sistemare il pesce su un panno di cotone umido.
Durante le operazioni in cui si viene a contatto con il pesce
malato è bene, per precauzione, indossare dei guanti in
lattice. Alcune malattie infatti, come la tubercolosi, sebbene
in casi molto sporadici, possono essere trasmesse all’uomo.