
Plectropomus pessuliferus marisrubri. Foto Roberto Sozzani
Classificazione
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Generi
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Nu. specie
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Epinephelus
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Cephalopolis
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oltre 16
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Mycteroperca
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Serranus
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circa 14
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Hypoplectrus
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10
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Cromileptes
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1
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Anthias *
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oltre 8
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Diplectrum
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Liopropoma
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circa 20
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Paranthias *
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1
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Promicrops
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2
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Mirolabrichthys *
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oltre 3
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Plectropoma
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circa 4
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Dermatolepis
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4
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Anyperodon
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* Gli ittiologi contemporanei collocano il genere
Anthias (e i generi affini, come Paranthias e Myrolabrichthys)
in una famiglia distinta denominata Anthiidae, pertanto la
trattazione della documentazione inerente ad essi è rimandata
in separata sede.

Mycteroperca bonaci - Epinephelus itajara. Foto Roberto
Sozzani
Diffusione
I Serranidi popolano tutti i mari a eccezione di
quelli caratterizzati da acque fredde, il loro habitat naturale
copre la vasta zona Indo-Pacifica, passando per l'Arcipelago
Indo-Australiano e le acque territoriali della Cina e delle
Filippine.
Anche il continente americano è interessato dal popolamento
di tali specie, in particolare nella fascia tropicale dell'Oceano
Atlantico e nella zona caraibica; avvistamenti sporadici sono segnalati,
invece, nelle aree subtropicali (analogamente agli altri continenti).
Esemplari di varie specie sono presenti, sebbene in quantità
non particolarmente rilevanti, anche nel Mar Mediterraneo (Serranus),
e nelle acque territoriali degli stati (Egitto, Sudan, Eritrea
e Arabia) lambiti dal Mar Rosso.

Caratteristiche fisiche
La numerosa famiglia dei Serranidi annovera specie
dotate di proporzioni diverse.
Nel caso di quelle più grandi si parla di lunghezze che si
attestano su valori oscillanti tra i 35 cm e gli 80 cm, fino a giungere
a picchi di ben 300 cm, misura record detenuta dall'esemplare Promicrops
lanceolatus.
I pesci di grossa taglia sono caratterizzati da
una corporatura alquanto robusta, in cui risalta per voluminosità
la testa e la bocca.
Per converso, le specie più piccole sono evidenziate da una
foggia esile e, in riferimento al valore minimo (riconducibile al
genere Liopropoma), da una misura circa 100 volte inferiore
rispetto a quanto registrato sopra in termini di grandezza massima.

Epinephelus striatus. Foto Roberto Sozzani
Specie meno "lillipuziane" possono raggiungere, tuttavia,
standard che spaziano dai 10 ai 20 cm di lunghezza; limitatamente
a Serranus, genere di piccola taglia, si segnalano alcune
specie (S. cabrilla e S. dewegeri) che vantano dimensioni
eccedenti riguardo alla media (rispettivamente 30 e 35 cm).
Un'ulteriore fattore che differenzia le varie specie è
costituito dalle decorazioni cromatiche più disparate:
Enneacentrus miniatus sfoggia una livrea rosso-arancio
disseminata di macchioline blu; macchie nere punteggiano uniformemente
le pinne azzurrine e il corpo bianco-grigiastro di Chromileptis
altivelis; il corpo allungato di Serranus tabacarius,
decorato da una tonalità dorata, è attraversato
da chiazze bianche sulla superficie dorsale e sulla pinna caudale...

Cromileptes altivelis. Foto Marco Rosetti.
Biotopo
Vivono principalmente nelle barriere coralline, in corrispondenza
delle zone rivolte verso il mare aperto e talvolta anche in
lagune in cui l'elemento corallino è circoscritto a
formazioni solitarie.
La loro presenza si rivela marcatamente anche nei fondali e nelle
coste rocciose, e in misura minore in zone caratterizzate da fondi
sabbiosi, e acque fluviali.
Comportamento in natura
Tutti i Serranidi sono pesci solitari e predatori,
attivi sia nel periodo diurno che nelle ore crepuscolari (a
seconda della specie): sono soliti nascondersi in tane ricavate
nelle ramificazioni coralline, in piccole crepe presenti nelle
rocce o in grotte e anfratti, nell'attesa che prede ignare
transitino nei paraggi del loro rifugio per poi ghermirle
istantaneamente.

Epinephelus itajara - Mycteroperca venenosa. Foto Roberto
Sozzani
Nonostante la ragguardevole mole che caratterizza un buon
numero di queste specie, i risultati conseguiti durante le operazioni
di caccia non sortiscono sempre esiti positivi: essi non sono
cacciatori provetti e puntano sull'effetto sorpresa piuttosto
che sull'inseguimento della preda ad oltranza; un fatto che corrobora
questa carenza è testimoniato dallo stomaco vuoto riscontrato
negli esemplari esaminati dopo la cattura.
I pesci più voluminosi formano dei piccoli territori
dai quali si separano a stento; non di rado, infatti, risiedono
nelle zone di appartenenza per lunghi periodi e quindi sono particolarmente
esposti alle reiterate battute di caccia condotte dai cacciatori
subacquei.
Riproduzione
Diverse specie di Serranidi sono ermafrodite, in quanto
sono dotate di entrambi gli attributi sessuali fin dalla nascita.
Attuano il processo riproduttivo mediante l''autofecondazione,
resa possibile dall'accoppiamento eterosessuale (i territori maschili
e femminili vengono sviluppati parallelamente),
Diversamente da altre famiglie di pesci tropicali che depongono
le uova in rifugi scavati nei fondali, ubicati nelle diramazioni
coralline o quant'altro, i Serranidi rilasciano i frutti
riproduttivi in zone pelagiche.

Mycteroperca bonaci - Mycteroperca tigris. Foto Roberto
Sozzani
Comportamento in acquario
La grandezza talvolta esorbitante di questi esemplari ne circoscrive
la cattività in spazi ampissimi, alla portata di acquari
di carattere pubblico.
L'introduzione in vasche "domestiche" non è da scartare
a priori, naturalmente bisogna ricreare un habitat sensibilmente più
spazioso rispetto alla norma, in grado di assecondare i movimenti
natatori le esigenze vitali degli animali dotati di una certa imponenza,
quindi è opportuno lavorare sulla morfologia di "contorno",
vale a dire rocce, coralli e quant'altro, al fine di creare una fitta
rete di nascondigli, necessari a creare una sorta di equilibrio in
seno alla comunità ittica.

Anyperodon leucogrammicus - Epinephelus tukula. Foto Roberto
Sozzani
La scelta dei pesci ospiti va fatta in modo oculato: i Serranidi
avversano gli esemplari della medesima specie e in taluni casi anche
dello stesso genere, questo non compromette la convivenza, ma è
un punto da tenere seriamente in considerazione. La presenza di pesci
vivaci intimidisce non poco gli esemplari appartenenti a specie di
taglia minuta, che cercano riparo continuo nell'ambiente e ciò
va a detrimento del loro fabbisogno nutrizionale; pesciolini o invertebrati
sono considerati dai Serranidi come fonte di cibo basilare,
pertanto è d'uopo introdurre ospiti quantomeno di grandezza
analoga alla loro.
Se i criteri di allevamento vengono rispettati, si possono
ottenere soddisfazioni non indifferenti: essi si abituano
al regime in cattività piuttosto facilmente, fattore
esemplificato dal fatto che non sono particolarmente esigenti
in merito alla qualità dell'acqua e del cibo somministrato,
e dunque possono vivere periodi notevolmente lunghi, si parla,
nei casi estremi, di ben 17 anni.
Alimentazione
Sostanzialmente è a base di pesci e crostacei: le specie
grandi, quali Ephinepelus, Cephalopolis e Promicrops
fagocitano principalmente pesci e in misura minora di crostacei;
viceversa, le specie più piccole (Serranus, Hypoplectrus
e Liopropoma) prediligono maggiormente un'alimentazione
composta da invertebrati vari (granchi e gamberetti).
Alimentazione in acquario
Trattasi di esemplari che denotano un'elevata flessibilità
riguardo al mangime somministrato.
Anche le specie più insofferenti non tardano ad acclimatarsi
e ad accettare pezzettini di polpa di muscolo, gamberetti, pesciolini,
carne di pollo o tacchino (con moderazione), ecc. Accettano anche
gamberetti e pesciolini liofilizzati che possono essere utilizzati
durante le vacanze. L'unica mangiatoia automatica adatta a cibi liofilizzati
di grosse dimensioni è la Rondomatic. La cosa migliore, ad
ogni modo è delegare una persona durante l'assenza.
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Il Sera Raffy Royal è un alimento
per tartarughe a base di gamberetti e pesciolini liofilizzati
adatto per alimentare i Serranidi. Nel Riquadro la mangiatoio
Rondomatic vista dall'alto, l'unica compatibile con cibi secchi
di grosse dimensioni.
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Particolarità
La livrea di diverse specie può assumere tonalità cromatiche
diverse in accordo all'ambiente circostante: nelle acque di bassa
profondità presentano una colorazione meno intensa rispetto
a quanto visto negli abissi.
Cromileptes

Cromileptes altivelis. Foto Marco Rosetti.
Cromileptes altivelis

Cromileptes altivelis.
Lunghezza
In natura raggiunge massimo 60 cm di lunghezza, mentre in cattività
tale misura si dimezza.
Diffusione
E' rintracciabile in una vasta area che si estende dall'Oceano Indiano,
passando per l'Arcipelago Indo-Australiano, fino alle acque territoriali
cinesi e delle Filippine.
Biotopo
Barriera corallina.
Caratteristiche fisiche
Il gran numero di macchie nere che costellano l'intera superficie
corporea (decorata da una tonalità bianco-crema), è
destinato ad aumentare gradualmente in base allo stadio evolutivo
dell'animale.
La propulsione viene esercitata con l'ausilio di pinne pettorali dalla
conformazione piuttosto pronunciata.
La pinna dorsale presenta una base allungata, ed è caratterizzata
da un'incavatura marcata davanti alla sezione posteriore a raggi molli.
Gli occhi si trovano nella parte superiore della testa di piccole
proporzioni, mentre la bocca è piccola e sporgente.
Comportamento in natura
Quando setaccia i fondali in cerca di prede, assume una posizione
natatoria particolare, infatti procede a testa in giù, verso
il substrato di fondo.
La fonte di sussistenza alimentare principale è costituita
da pesci e (in misura minore) di crostacei catturati nelle vicinanze
di apposite postazioni ricavate nelle rocce e i coralli.
Habitat in acquario
Si tratta di una specie che non presenta problemi di alcun tipo in
sede di allevamento.
Fin dalla fase di acclimatazione accetta, in alternativa al classico
mangime animale vivo, anche pezzi sufficientemente tagliuzzati di
animali morti.
Conformemente ad altri Serranidi abbisogna di spazi ampi e
nascondigli adeguati, sebbene sia solito occultarsi con minor frequenza
rispetto ai "cugini".
Risulta maggiormente tollerante per quanto concerne la convivenza
con i propri simili, qualità che rende praticabile l'allevamento,
su scala piuttosto estesa (evitare di utilizzare vasche piccole),
della specie in piccoli branchi.
Manifesta un'assoluta tolleranza nei confronti di pesci generici,
a patto che non siano esemplari troppo piccoli che verrebbero inquadrati
con facilità nel mirino alimentare della specie.
A dispetto della loro notevole capacità di adattarsi al regime
di cattività, gli esemplari di questa specie denotano un tasso
di crescita sensibilmente inferiore rispetto a quanto registrato allo
stato brado (circa il 50%), ma possono vantare una longevità
di tutto rispetto (oltre 9 anni).
Particolarità
Esemplari giovani sfoggiano una livrea composta da un minor numero
di macchie rispetto a quanto visto per i pesci adulti: per contro,
tale inferiorità numerica è controbilanciata dalla grandezza
maggiore delle summenzionate macchie.
Cephalopolis
Diffusione
Indo-Pacifico, Mar Rosso, Mar dei Caraibi e Oceano Atlantico tropicale.
Particolarità
Rispetto a Ephinepelus presenta un numero leggermente inferiore
di raggi duri nella pinna dorsale e alcune minuzie nella morfologia
cranica.
Cephalopolis miniatus

Cephalopolis miniatus. Foto Roberto Sozzani
Lunghezza
30 cm circa.
Diffusione
Indo-Pacifico e Mar Rosso.
Biotopo
Barriere coralline e in misura minore in lagune caratterizzate da
formazioni solitarie di coralli.
Comportamento in natura
Conduce vita solitaria e crea territori che difende accanitamente
da qualsiasi Serranide.
Antepone l'alimentazione a base di pesciolini a quella basata su crostacei.
Habitat in acquario
Nel periodo di acclimatazione accetta sia mangime vivo che morto;
quando quest'ultimo viene rifiutato occorre somministrare alimenti
vivi di piccolo taglio per un breve periodo.
Manifesta una certa ostilità anche nei confronti di altri Serranidi
e verso i pesci di piccole dimensioni, questi ultimi visti come fonte
potenziale di cibo; per il resto convive in modo pacifico con gli
altri pesci.
In sintonia con le altre specie, necessita dei canonici nascondigli
per tutelare la propria salvaguardia nell'habitat in cattività
Particolarità
La colorazione rossa si scurisce in relazione allo stato di crescita
dell'animale.
Plectropomus
Plectropomus punctatus

Plectropomus punctatus. Foto Roberto Sozzani
Lunghezza
In natura denota un tasso di crescita sbalorditivo (circa 1 metro
di lunghezza), mentre in cattività sviluppa una misura massima
di circa 45 cm.
Biotopo
Barriere coralline e zone rocciose in corrispondenza dei fondali.
Comportamento in natura
Vive solitario e trae sostentamento alimentare da pesci e crostacei
catturati in prossimità di tane ubicate in fessure presenti
nelle rocce.
Habitat in acquario
Non tollera la presenza di animali della stessa specie e talvolta
genere, per cui è caldamente raccomandato introdurre nell'acquario
un unico esemplare.
L'habitat "artificiale" deve essere composto da spazi abbondanti
e nascondigli adeguati (muniti di apertura laterale) che gli consentano
di stare in agguato.
E' opportuno rammentare che la specie, similmente ad altri Serranidi,
percepisce la presenza di pesci più piccoli alla stregua di
fonte alimentare a cui attingere a man bassa, perciò occorre
scegliere con estrema attenzione i componenti della comunità
ittica da introdurre in vasca.
Durante il periodo di acclimatazione è necessario somministrare
mangime vivo o morto di origine animale (pesciolini, gamberi e polpa
di molluschi).
Particolarità
Tale specie rientra nella "categoria" di Serranidi che
muta la colorazione in relazione all'ambiente circostante.
Liopropoma
Diffusione
Indo-Pacifico, Mar dei Caraibi e parte occidentale dell'Oceano
Atlantico Tropicale.
Breve descrizione
Trattasi di Serranidi piccolissimi (dai 3 ai 5 cm di lunghezza)
dotati di un paio di elementi peculiari: presentano 8 raggi
duri nella pinna dorsale, il cui sviluppo è, in talune
specie, ripartito in 2 sezioni.
Liopropoma carmabi

Lunghezza
Misura massima di 5 cm.
Diffusione
Zona caraibica, acque territoriali delle Isole Bahamas.
Biotopo
Barriere coralline (mediamente a circa 30 metri di profondità)
e fondali caratterizzati da roccia arenaria e sabbia.
Comportamento in natura
Analogamente a diversi pesci tropicali, vive in caverne in cui nuota
con il ventre rivolto verso il substrato; volgarmente parlando, nuota
a testa in giù.
In virtù delle sue dimensioni a dir poco esigue, non cattura
pesci bensì crostacei di piccolo taglio.
Habitat in acquario
Non si registrano difficoltà di rilievo per quanto concerne
l'allevamento della specie in cattività: durante le prime fasi
di acclimatazione occorre somministrare piccoli crostacei e pezzettini
di polpa di muscolo.
La sua presenza è controindicata in acquari popolati da pesci
voraci che gli sottraggono sistematicamente il mangime somministrato,
e privi di un cospicuo numero di nascondigli.
Viceversa, è particolarmente adatto ad habitat contrassegnati
da invertebrati, inoltre non mostra segni di ostilità introspecifica
in ambienti spaziosi e convive pacificamente con qualsiasi pesce di
temperamento tranquillo.
Particolarità
Alcuni particolari differenziano L. carmabi da L. rubre,
2 specie strettamente imparentate: L. carmabi è privo
della macchia nera sulla pinna anale e presenta una diversa collocazione
delle 2 macchie scure sulla pinna caudale; dal punto di vista morfologico
la palma del più grande spetta a L. rubre che denota una corporatura
più voluminosa e snella ; L. carmabi vive a profondità
maggiori rispetto al "cugino".
Hypoplectrus
Diffusione
Oceano Atlantico tropicale (parte occidentale) e Mar dei Caraibi.
Breve descrizione
Tali specie, di piccola taglia, denunciano una corporatura
relativamente alta mentre lo sviluppo delle pinne pelviche
e caudale è piuttosto accentuato.
Hypoplectrus indigo

Hypoplectrus indigo. Foto Roberto Sozzani
Lunghezza
10-15 cm.
Diffusione
Mar dei Caraibi e acque territoriali delle Isole Bahamas.
Biotopo
Barriere coralline.
Comportamento in natura
Conduce vita solitaria e prolifera nelle acque di scarsa profondità.
Per riposare non trova riparo in appositi rifugi corallini ne tantomeno
si adagia placidamente sul fondale: semplicemente rimane "sospeso"
nelle acque libere.
Per soddisfare il fabbisogno nutrizionale si procaccia alimenti catturando
pesciolini e piccoli crostacei che si accalcano sul fondale.
Habitat in acquario
Rispetto ad altri Serranidi si registrano alcune difficoltà
in sede di allevamento, riconducibili perlopiù a infiammazioni
cutanee contratte dalla specie durante il periodo di acclimatazione.
Inizialmente è necessario somministrare mangime vivo d'origine
animale (pesci e crostacei) per preparlo appropriatamente alla successiva
fase alimentare basata sulla somministrazione di mangime animale morto.
L'aggressività introspecifica rende problematica la convivenza
con i propri simili in vasche di proporzioni ristrette, precarietà
che viene risolta approntando un acquario più capiente.
La collocazione di un numero adeguato di rifugi riveste grande importanza,
specialmente se H.nigricans convive con pesci piuttosto vivaci.
Particolarità
Tale specie é ermafrodita pertanto in alcuni casi si riproduce
con l'ausilio dell'autofecondazione.
Ephinepelus
Diffusione
L'habitat di questo genere comprende l'intera area tropicale e subtropicale
del pianeta.
La maggior parte delle specie è, però, concentrata nei
mari tropicali.
Breve descrizione
Segni peculiari di questo genere sono la corporatura alquanto robusta
e il numero dei raggi duri nella pinna dorsale (10-11).
In virtù di dimensioni non indifferenti sono cacciatori tenaci
che rivolgono le proprie mire alimentari all'indirizzo di pesci e
crostacei.
Si sviluppano a velocità inusitata anche in stato di cattività,
e nonostante questa controindicazione costituiscono una valida attrattiva
per acquariofili di mezzo mondo, vista la bellezza della livrea che
li contraddistingue in età giovanile.
Ephinepelus fuscoguttatus

Ephinepelus fuscoguttatus. Foto Roberto Sozzani
Lunghezza
Fino a mezzo metro circa; tale misura si riduce di più del
50 % in cattività.
Diffusione
Zona Indo-Pacifica.
Biotopo
Barriere coralline e zone lagunari con formazioni di coralli solitari.
Comportamento in natura
Vive solitario ed è solito cercare riparo in rifugi ubicati
fra le ramificazioni coralline o in fessure presenti nelle rocce.
Tali nascondigli costituiscono anche delle valide postazioni da cui
osservare il movimento di prede transitanti nelle vicinanze, nella
fattispecie pesciolini e piccoli crostacei.
Pesci giovani si radunano in piccoli branchi che si dirigono nelle
acque di scarsissima profondità; anch'essi si riparano in tane
ubicate sotto sassi e coralli.
Habitat in acquario
Problemini di natura alimentare possono profilarsi nel corso del periodo
di acclimatazione, quindi è consigliabile andare sul sicuro
somministrando alimenti vivi (pesci di piccolo taglio).
La canonica aggressività verso i propri simili si riduce sensibilmente
in accordo alla grandezza della vasca adottata, e non si registrano
problemi di convivenza con pesci generici di adeguate dimensioni.
Analogamente ad altri pesci tropicali, abbisogna di un buon numero
di nascondigli per assecondarne il senso di appartenenza territoriale.
Dermatolepis
Diffusione
Mar dei Caraibi, Oceano Atlantico tropicale (parte occidentale) e
Indo-Pacifico (maggiormente concentrato nella parte orientale dell'Oceano
Pacifico e in quella occidentale dell'Oceano Indiano).
Particolarità
Si distingue da Epinephelus per il corpo più alto e
appiattito in corrispondenza dei fianchi, nonché per le minuscole
squame lisce.
Dermatolepis inermis
Lunghezza
In natura sviluppa una lunghezza doppia (80 cm) rispetto a quanto
registrato in acquario.
Diffusione
Mar dei Caraibi e Oceano Atlantico tropicale (parte occidentale).
Biotopo
Barriere coralline e scogliere.
Comportamento in natura
Esemplari di questa specie sono avvistati raramente poichè
si occultano con maestria entro le ramificazioni coralline e nelle
crepe diffuse negli strati rocciosi.
Habitat in acquario
Non è una specie particolarmente diffusa in ambito acquariofilo,
ciononostante non comporta alcun problema in sede di allevamento,
infatti non è pretenzioso per quanto concerne il mangime: accetta
mangime morto anche durante il periodo di acclimatazione.
Trattasi di una specie piuttosto timida che abbisogna di un numero
adeguato di rifugi per evitare indesiderati contatti con pesci ospiti.
Si rivela pacifico nei confronti di pesci di taglia grossa, mentre
assale i pesci per sedare i propri istinti voraci.
Particolarità
Esemplari adulti non sfoggiano le macchie bianche caratteristiche
della livrea giovanile.
Ringraziamo Roberto Sozzani per le foto
fornite ed invitiamo a visitare
il suo bellissimo sito di foto subacquee.

E' assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale,
del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza
il consenso dell'autore.
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