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Anthias (Foto Roberto Sozzani)
Classificazione
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| Subgeneri |
Nu.
specie |
| Mirolabrichthys |
oltre 3 |
| Paranthias |
1 |
Diffusione
Il loro habitat naturale è localizzato nell'Oceano
Indiano e Pacifico, Mar Rosso, Arcipelago Indo-Australiano.
La loro presenza tende a ridursi nel Mar Mediterraneo e nella
parte orientale dell'Oceano Atlantico.

Biotopo
Frequentano
le zone adiacent la barriera corallina, in particolare quelle
localizzate nel versante rivolto al mare aperto.
Vivono a profondità variabili dai 15 ai 40 metri circa.
Anthias in natura. (Foto
Roberto Sozzani)
Anthias in natura. (Foto
Roberto Sozzani)
Caratteristiche
fisiche
Gli esemplari femminili della famiglia Anthiidae denotano
una livrea colorata uniformente e lo sviluppo meno prolungato
del terzo raggio della pinna dorsale (caratteristica molto
accentuata nei maschi).
In materie cromatica si segnala in alcune specie la presenza
una banda bianca che attraversa il bulbo oculare e termina
alla base della pinna pettorale.

La pinna dorsale, le ventrali e quella anale del maschio sono
sensibilmente più alte rispetto a quelle della femmina.
La pinna caudale denota una forma somigliante a quella di
uno strumento musicale, la lira.
Comportamento in natura
Vive in grandi branchi (composti da diverse centinaia di esemplari)
che si dirigono nelle acque libere adiacenti alla barriera
corallina.
Tane circoscritte nelle ramificazioni dei coralli costituiscono
un'adeguato riparo dalle incursioni dei predatori.
Diverse specie di Anthias convergono spesso in un'
unico branco e spesso gli individui maschili battagliano reciprocamente
per procacciarsi le prede (formate principalmente da organismi
zooplanctonici).
Le specie Anthias sono ermafrodite ma gli esemplari
non sviluppano contemporaneamente entrambi gli attributi sessuali,
poiché nascono esclusivamente come femmine funzionali.
Necessità legate al processo riproduttivo inducono
i pesci femminili a sottoporsi a metamorfosi sessuali per
regolamentare la quantità di maschi in seno al branco.
Per questo motivo la presenza femminile è predominante
rispetto alla popolazione maschile (con le dovute eccezioni
del caso; consultare per informazioni a riguardo la scheda
dedicata a A.taeniatus): ogni 12 elementi si contano
circa 1 o 2 maschi.
Il processo di trasforrmazione avviene rapidamente anche se
la livrea del pesce continua a evidenziare caratteri ibridi
per circa un mesetto.
La riproduzione della specie avviene all'interno del branco:
il maschio da inizio ai giochi amorosi producendosi in una
sorta di danza al fine di calamitare le attenzioni della femmina.
Quando il rituale amoroso ha sortito l'effetto desiderato,
entrambi i riproduttori nuotano verso la superficie e le uova
vengono deposte.
Con l'ausilio del maschio le uova vengono fecondate e da lì
a qualche giorno si schiudono rivelando le larve.
Comportamento in acquario
L'allevamento di singoli pesci si rivela controproducente,
poiché essi stentano ad acclimatarsi e la loro salute
non tarda a compromettersi seriamente.
Un numero ragionevole di esemplari prospera più facilmente
e può regalare soddisfazioni non indifferenti all'acquariofilo.
Per ricreare un habitat appropriato è necessario far
ricorso a una vasca di barriera di grosse dimensioni con molti
invertebratu e corredarla di numerosi nascondigli.
La famiglia Anthiidae si rivela particolarmente adatta
ad acquari di invertebrati e popolati da pesci caratterizzati
da piccole dimensioni e di temperamento tranquillo.
Alimentazione
Tutte la specie soddisfano le proprie esigenze nutrizionali
catturando piccoli crostacei di origine planctonica.
Alimentazione in acquario
Uno dei punti cruciali per l'allevamneto in acquario (oltre
ai volori dell'acqua ottimali che solo un acquario di barriera
con molti invertebrati può offrire) è l'alimentazione.
Per abituarlo al regime alimentare in cattività è
meglio nutrirlo con piccoli crostacei surgelati, nella fattispecie
Mysis, Daphnia, Cyclops, krill e Artemia per
poi passare, ad acclimatazione raggiunta, a mangimi secchi
in scaglie e granuli. Fondamentale l'aggiunta al cibo una
due volte a settimana di un complesso vitaminico.
Particolarità
In
base alla specie interessata ed al sesso appartenente, la
livrea del pesce denota una colorazione appropriata.
La
femmina di A. ventralis sfoggia un cromatismo uniforme
giallo-rosa, mentre il maschio è decorato da una tonalità
accesa rosso-rosa; l'esemplare femminile di A. pluritaenia
è palesato da una colorazione arancione un pò
sbiadita, contrapposta a una tonalità dello stesso
colore nettamente più vivida nella controparte maschile.
Degli Anthias analiziamo l'Anthias
squamipinnis, uno dei più noti e belli.

Anthias squamipinnis (Foto Roberto Sozzani)
Lunghezza
Misura massima di 12 cm circa.
Diffusione
Indo-Pacifico e Mar Rosso (in particolare nel Golfo di Aqaba).
Biotopo
Barriere coralline, in corrispondenza della parte rivolta
verso il mare aperto.
Caratteristiche fisiche
Il corpo di questo pesce, rivestito da scaglie ben evidenti,
è caratterizzato da una tonalità rosa-dorata.
Una particolara banda arancione si delinea dalla parte superiore
della bocca, attraversando la base del bulbo oculare, fino
alla base della pinna pettorale.
La pinna caudale rammenta una forma simile a quella di una
lira.
Comportamento in natura
Vive in grandi branchi composti da parecchie centinaia di
esemplari che trovano riparo nelle diramazioni coralline e
nelle fenditure presenti nelle scogliere, a circa 35 metri
di profondità.
L'attività di A. squamipinnis diventa febbrile
nel corso delle prime ore serali, quando i banchi di plancton
(il suo mezzo principale di sussistenza alimentare ) si spostano
nelle acque adiacenti alla barriera corallina.
All'interno del branco vige un rapporto proporzionale che
definisce il numero dei maschi in base alla quantità
di femmine presenti: ogni 10-12 esemplari femminili si registra
la presenza di un maschio.
Quando tale rapporto registra defezioni in seno alla popolazione
maschile (spesso i grandi predatori approfittano opportunamente
della tendenza a nuotare in acque aperte da parte di A.
squamipinnis), le femmine ovviano allo squilibrio trasformandosi
in elementi maschili funzionali; tale operazione si concretizza
entro 24 ore e trova applicazione non soltanto in natura ma
anche in cattività.
L'attività riproduttiva avviene principalmente nel
periodo quadrimestrale che ha inizio dal mese di Novembre
(tali eventi si perpetuano periodicamente nelle acque del
Golfo di Aqaba).
I maschi adulti accettano la presenza di esemplari non del
tutto formati sessualmente, ma li cacciano non appena hanno
inizio i rituali di accoppiamento: la femmina è attratta
dai movimenti natatori del maschio ed entrambi si dirigono
verso la superficie dove depongono le uova.
Le uova pelagiche vengono fecondate e si schiudono dopo 36
ore; a partire dal terzo giorno le larve misurano 1.5 mm di
lunghezza e traggono sostentamento alimentare da microrganismi
cellulari raccolti nel plancton.
Raggiunto il mezzo centimetro, gli avannotti abbandonano il
mare aperto per cercare rifugio nella barriera corallina.
Particolarità
In seno al branco possono essere individuate 3 forme distinte
derivanti dall'attributo sessuale.
Le femmine sessualmente mature rappresentano Il 90 % della
comunità, e sono caratterizzate da piccole dimensioni
(non più di 7 cm di lunghezza) nonché da una
colorazione rosso-arancione e un'iride violetta.
Il maschio è più grande (misura circa 12 cm)
e si distingue dalla femmina in base ad un paio di elementi:
il suo corpo è decorato da una tonalità violetta
ed è presente una macchia evidente in corrispondenze
delle pinne pettorali; ll terzo raggio della pinna dorsale
è smisuratamente lungo; inoltre l'intera pinna dorsale
presenta uno sviluppo accentuato verso l'alto, similmente
a quanto riscontrato per le pinne ventrali e anale.
La terza forma di A. squamipinnis consiste in un'ibrido sessuale,
ovvero un'esemplare che sta cambiando sesso gradualmente (passando
da 6 cm a 9 cm di lunghezza): a questo stadio evolutivo la
colorazione femminile può essere ancora preponderante,
sebbene siano già chiaramente evidenti i lunghi raggi
della pinna dorsale, tipici del maschio.
Habitat in acquario
Condizione prioritaria ai fini di una gestione corretta della
specie in cattività è l'allevamento in branchi
nell'ambito di acquari di una certa grandezza (a partire da
100 cm di lunghezza); infatti l'esemplare solitario deperisce
nel giro di breve tempo, mentre l'adozione di vasche di piccole
dimensioni induce gli esemplari a combattersi tenacemente
(anche le femmine) per preservare l'esiguo spazio vitale a
disposizione.
I pesci che vivono in branchi mostrano segni di giovamento,
ravvisabili nel comportamento certamente più vivace
e votato all'aspetto riproduttivo, nonché dalla colorazione
brillante che ne risalta la livrea.
E' indispensabile curare scrupolosamente la qualità
dell'acqua, dato che tale specie è piuttosto sensibile
(in particolar modo nel periodo di acclimatazione) a eventuali
inquinamenti. Si raccomanda pertanto l'allevamento in vasche
di barriera con tanti invertebrati, unico metodo utile a creare
le condizioni ottimali di cui il pesce ha bisogno.
Altri fattori che concorrono al benessere di A. squamipinnis
sono un numero rilevante di nascondigli, un alimentazione
attenta e varia e la convivenza con pesci tranquilli e di
piccole dimensioni.
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