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Salve a tutti, credo che tutti gli appassionati possano dire
di aver avuto come ospite nella propria vasca dei Corydoras,
e come molti altri, nella mia vasca di comunità di
55 litri circa, ospito ormai dal settembre 2001, quattro esemplari,
di Corydoras Aeneus. Tre sono albini, sono perciò di
un colore bianco rosato, quasi trasparenti, uno, invece, ha
la classica colorazione bruno/marrone, ed è inoltre,
quasi il doppio, in dimensioni rispetto agli altri. Siccome
non vi è difformismo sessuale nei corydoras, ma come
spesso accade tra i pesci, la femmina ha dimensioni superiori,
pensavo che questa fosse appunto una femmina e, gli altri
tre, dei maschi.
I miei corydoras riproduttori Condividono la vasca
esclusivamentecon i guppy show, il solo altro pesce che allevo.
I valori ideali dell’acq ua non sarebbero proprio gli
stessi per le due specie, anzi, però i miei cory hanno
sempre goduto buona salute, probabilmente perché oltre
all'acqua leggermente dura (il PH è solitamente attorno
il 7,3) gli altri valori sono sempre buoni. La vasca è
inoltre ben piantumata, quindi trovano un ambiente confortevole
al riparo dalle piante, preferiscono infatti la penombra,
e rimanere nascosti alla vista. Inoltre il fondo di fine sabbia
li lascia liberi di filtrarla di continuo alla ricerca del
cibo ed evita che si possano ferire. Il suo successo è
robabilmente dovuto, oltre alla indiscussa simpatia, e alla
altrettanto indiscussa, reputazione di pesce pulitore, ovvero
di spazzino dell'acquario, e che dovrebbe tenere pulito il
fondo perché mangia gli scarti e gli escrementi degli
altri pesci. Su questo io però, non sono d'accordo.
I Corydoras hanno invece bisogno di mangiare altrettanto bene
quanto un qualsiasi altro pesce.
Le pastiglie comunemente in vendita per i pesci da fondo
vanno più che bene. Io però ho abituato i miei
a una dieta che comprende anche qualche pezzetto di zucchina,
a qualche pisello a cui tolgo la buccia, o artemie surgelate
che introduco poco dopo lo spegnimento delle luci, di modo
che raggiungano il fondo evitando di essere mangiate dagli
altri ospiti dell'acquario. Questo impatico pesciolino è
di indole pacifica, scorrazza sul fondo instancabile, sempre
alla ricerca di qualcosa da angiare, predilige fondi leggeri,
quelli sabbiosi a grana fine sono i più indicati. Un
fondo di sabbia fine, ci permetterà anche di vedere
come aspiri la sabbia, per poi espellerla, in piccoli sbuffi,
dalle branchie dopo averla filtrata di tutto ciò che
è per lui commestibile. Con questo tipo di fondo, inoltre,
eviteremo che si ferisca ai delicati barbigli che porta ai
lati della bocca, o che, addirittura, li possa perdere strofinandoli
su un fondo tagliente o a grana troppo grossa. Sono pesci
abbastanza adattabili, comunque sia, un valore di PH leggermente
acido sarebbe preferibile, se compreso tra 6 e 7 è
ben tollerato, nitrati e fosfati, vanno ovviamente tenuti
a valori il più bassi possibili. Sono inoltre dei pesci
di branco, quindi andrebbero tenuti sempre in un numero minimo
di almeno tre o quattro esemplari, a salire poi, in dipendenza
delle dimensioni della vasca. La mia vasca di comunità,
e uno dei guppy show coinquilino dei Cory.
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Spesso trovavo, saltuariamente, delle uova attaccate al vetro
di fondo dell'acquario e av evo capito che potevano essere solo
i corydoras ad averle deposte, essendoci solo i guppy insieme
a loro.
Le uova sono di color avorio semitrasparenti, e la loro dimensione
è leggermente variabile, probabilmente in relazione alle
dimensioni della femmina, ma hanno all'incirca il diametro di
1, 1,5 mm. Le uova sono ricoperte di una sostanza appiccicosa
e dopo averle staccate con la massima cura dal vetro, semplicemente
con un dito, le spostavo nella classica nursery che usavo anche
per i guppy. Il loro numero era sempre molto ridotto, al massimo
5 o 6. Le volte che si erano schiuse, i piccoli, o erano morti
dopo un paio di giorni, oppure erano spariti, probabilmente
uscivano dai fori nel fondo del nido e, ovviamente i guppy li
gradivano come cibo vivo. Sicco me l'evento era saltuario, non
mi ero mai ostinato nel voler far sopravvivere i neonati.
Dei neonati a poche ore dalla nascita, si può capire
che dimensioni hanno raffrontandole al foro sul fondo della
nursery, modificata nell'intento, però vano, di evitarne
la fuga. Nella foto a destra si vedono anche delle uova che
devono ancora schiudersi.
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Questa estate però, il fenomeno della deposizione,
ha iniziato a ripresentarsi puntualmente con frequenza settimanale.
L'evento scatenante si è rivelato il cambio dell’acqua,
che io effettuo proprio con questa cadenza. Il cambio lo faccio
solitamente il venerdì sera, o il sabato, la quantità
d'acqua sostituita è di circa 6/9 litri, per metà
con acqua di rubinetto, lasciata riposare per almeno un a
notte, e per l'altra metà con cqua d'osmosi. Documentandomi,
ho scoperto che, in natura, i corydoras si riproducono nella
stagione delle piogge. Ecco spiegato perciò il motivo
della deposizione in corrispondenza del cambio dell'acqua.
Nel periodo estivo le acque dove vivono in natura, subiscono
un generale deterioramento della qualità, e hanno una
temperatura più elevata. L'arrivo delle piogge porta
principalmente al cambiamento di questi due fattori, l'acqua
ha valori fisico/chimici migliori (in una parola è
piùpulita), e la temperatura si abbassa di alcuni gradi.
Si creano quindi le condizioni migliori per lo sviluppo dei
piccoli. Lo stesso ripetersi in acquario di queste condizioni
ha, probabilmente, fatto scattare l'istinto riproduttivo nei
miei Corydoras. A questo punto, incoraggiato dal ripetersi
delle deposizioni, ho deciso di cambiare sistema. Ho iniziato
a spostare le uova, non più nella nursery, ma ho tagliato,
a circa 3/4 cm dal basso, e utilizzato, il fondo di una comune
bottiglia di plastica dell'acqua minerale. Questa galleggia
naturalmente, basta non riempirla del tutto, e lasciarla in
uno degli angoli dell'acquario. In questo modo l'acqua mantiene
la temperatura di quella della vasca, e lo sviluppo degli
embrioni continua. Una volta al giorno cambio circa metà
dell'acqua, sempre con dell'altra presa dall'acquario, e rimuovo
eventuali uova che sbiancano o ammuffiscono.
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| Le uova deposte sul vetro di fondo della
vasca |
Il fondo della bottiglia
nell'angolo dell'acquario |
Ancora le uova dopo
essere state staccate dal vetro, sul fondo della bottiglia |
Due piccoli al
loro terzo giorno di vita |
Dopo un tempo che, ho osservato, è variabile tra un
giorno e mezzo, e due giorni o poco più circa, nascono
i piccoli corydoras. Per i primi due giorni non è necessario
dare loro particolari attenzioni, se non quella di cambiare
parzialmente l'acqua, avendo l'accortezza di non farli finire
in vasca. In questo periodo infatti la loro sussistenza viene
garantita dal sacco vitellino che è ben evidente. Al
terzo giorno di vita, tolgo i piccoli dall'acquario e li metto
in un vaso di vetro, di quelli bassi, dove di solito viene
venduta la giardiniera, con circa un paio di cm d'acqua. Le
dimensioni contenute del vaso non consentono ai piccoli di
disperdersi e la sua forma e le pareti fanno altrettanto con
i naupli di artemia quando vengono somministrati. Il vaso
è posizionato sopra ad una mensola, sotto la quale
ci sono i due neon da 8W che illuminano l'acquario. In questo
modo l’acqua mantiene una temperatura di circa 22°
dato che la mensola, di legno, è riscaldata dai reattori
dei neon, e, a sua volta, riscalda il vaso di vetro. Ho comunque
verificato che anche tenendoli in un altro posto a temperatura
ambiente lo sviluppo continua senza problemi se la temperatura
non scende troppo. A questo punto inizio a somministrare naupli
di artemia. I piccoli inizieranno a mangiare e pochi minuti
dopo, lo stomaco, riempitosi dei naupli, sarà ben evidente
e si colorerà di arancione. I naupli di artemia possono
sopravvivere anche un paio d'ore o più, ma quelli che
non vengono mangiati e muoiono, vanno rimossi, per mantenere
pulita l'acqua. Io uso aspirarli con un tubetto come quello
dell'aeratore collegato ad una siringa, facendo attenzione
a non aspirare i piccoli. Se non viene fatto regolarmente
ho visto che la mortalità aumenta di molto. Un altro
particolare in cui porre attenzione è che non devono
esserci uova non schiuse o guschi delle stesse mescolati ai
naupli. A mie spese ho infatti notato che circa metà
dei piccoli a cui avevo somministrato frettolosamente non
solo i naupli, sono purtroppo morti nella successiva giornata.
Una buona soluzione può essere nella prima settimana
l'utilizzo delle uova di artemia decapsulate, assolutamente
sicure, tanto che si possono somministrare anche così
come sono.
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In questi piccoli
si può notare la colorazione arancio dello stomaco
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I piccoli nel vaso di vetro, si può vedere la differenza
di dimensione tre i due esemplari, in alto e a
destra, rispetto agli altri fratelli, di circa una settimana
più giovani.
Differenza nello sviluppo a diverse età.
Lo sviluppo fisico è molto rapido, nei primi tre giorni
il loro aspetto cambia da piccoli esserini semitrasparenti,
e quasi invisibili, assumendo un aspetto più definito.
I primi tratti caratteristici, e che si notano bene, anche se
minuscoli, sono i barbigli, e le pinnette ai lati della bocca.
Con il passare dei giorni la crescita continua, le pinne dorsale
e caudale sono inizialmente un tuttuno, ma in un mese raggiungono
tranquillamente taglie attorno al centimetro e hanno l'aspetto
di copie in miniatura dei genitori Superati i primi dieci giorni
di vita non ho più avuto solitamente perdite tra i nuovi
nati, è proprio questo il periodo più delicato,
durante il quale si verificano la maggior parte dei decessi.
Fondamentali sono i cambi parziali con almeno un terzo di acqua
d'osmosi, non avendo questa accortezza le morti aumentano fino
anche all'80%. L'alimentazione nel primo mese è esclusivamente
a base di naupli di artemia, che comunque continuo a somministrare
fino a qunado vengono spostati nell'acquario di comunità.
Dopo il primo mese inizio a offrire ai piccoli, oltre che i
naupli, anche qualche piccolo pezzetto di pastiglia al 30% di
spirulina, e del mangime proteico sbriciolato in modo molto
fine. I piccoli sono sempre in movimento alla ricerca di cibo
e non disdegnano mai alcun tipo di sostanza commestibile, è
sufficiente che sia di dimensioni tali da poter essere mangiata.
Diventati più numerosi a causa delle nascite continue,
ho deciso di spostare le prime covate in una vaschetta più
piccola di circa 20 litri, munita di filtro esterno appeso.
Il tubo che preleva l'acqua è avvolto in un pezzetto
sottile di spugna ed è inoltre posizionato molto in alto
per evitare di aspirare qualche pesce troppo piccolo. Il filtro
viene logicamente spento ogni volta che vieneg introdotto il
cibo, come per esempio i naupli, per permettere ai piccoli di
mangiare tranquillamente sul fondo.
Alcune delle prime generazioni riunite, provvisoriamente,
in una vaschetta del gelato
Alcune delle prime generazioni riunite, provvisoriamente,
in una vaschetta del gelato
Dato che le deposizioni continuavano con la consueta regolarità,
sono riuscito anche ad assistervi.
Probabilmente, in quella occasione, avendo fatto il cambio dell'acqua
molto tardi il sabato sera, i pesci hanno deposto la domenica
mattina, verso le 9, con le luci accese e noncuranti della mia
presenza. Ho così scoperto di avere due maschi albini,
e due femmine, una albina e l'altra di colorazione normale.L'evento
è preceduto da uno scorrazzare generale per la vasca
di tutti gli esemplari. Poi scelto dove andranno deposte le
uova, l'attività si concentra in quel punto. La femmina
si posiziona con il muso sul fianco del maschio a formare una
T. Con degli evidenti colpetti che gli fanno inarcare il corpo,
lo stimola ad accoppiarsi, e ad emettere lo sperma. Sempre in
questo momento ho not ato fuoriuscire dall'addome della femmina
le uova, all'incirca 4 o 5, che vengono trattenute sotto il
corpo stringendole con le due pinne ventrali. La femmina non
sempre rilasciava subito le uova, alcune volte girava per l'acquario
per parecchio con il suo carico, alla ricerca del punto che
reputava migliore, addirittura le ho viste cercare, e assumere,
del cibo. Nel mio caso il luogo dove le uova vengono depositate,
è quasi sempre collocato in due punti dell'acquario ben
precisi. Questo
dipende, evidentemente, dal fatto che le femmine sono due, e
che scelgono due posti diversi per abbandonare le uova. Le ultime
deposizioni sono, inoltre, numericamente cresciute, forse perché
ho iniziato a fornire più cibo ai genitori, e questo
ha consentito alle femmine di produrre più uova. Inoltre,
spesso, notavo che parecchie erano sparite, e infatti osservando
le deposizioni, spesso i genitori dopo poco ripassando dove
c'erano le uova, se le mangiavano.
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Una deposizione consistente e una covata precedente,
di soli 7 esemplari.
A un certo punto ho dovuto cambiare il modo di allevare i
piccoli a causa del numero crescente degli esemplari, di varie
età, distribuiti tra la vaschetta e due vasi in vetro,
più le uova che ormai quasi ogni settimana raccolgo.
Ho iniziato perciò a utilizzare delle classiche nursery
in plastica, ma di dimensioni ridotte rispetto a quelle dei
guppy. In queste nursery posso spostare i piccoli direttamente
dal fondo della bottiglia, appena sono abbastanza grandi da
non sfuggire attraverso i due lati più stretti, che
sono provvisti di due serie di fessure molto strette per consentire
il ricambio d’acqua. In questo modo non sono più
costretto a cambiare l'acqua giornalmente, ed è sufficiente
dare loro da mangiare. In questo modo inoltre la temperatura
dell'acqua resta sempre uguale. Per contro si rischia di trovarsi
costantemente con 3 o 4, o più, oggetti galleggianti
nell'acquario.
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Due esemplari all'interno della nursery in plastica
Due esemplari all'interno della nursery in plastica
Due esemplari all'interno della nursery in plastica.
Quanto sono minute le uova e i piccoli appena nati! Il cucchiaino
è da caffè.
Uno
dei piccoli' che si vedono nella foto
sopra poco dopo essere stato
liberato nella vasca di comunità. |
la vaschetta dove
i piccoli aspettano di essere cresciuti a
sufficienza prima di essere inseriti nella vasca insieme
ai genitori e ai loro fratelli. |
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Ancora un piccolo in secondo piano, da poco in vasca,
in primo piano uno dei genitori. Nell'altra
foto sulla destra due genitori con alla loro sinistra un piccolo.
Dalla vaschetta di 20 litri, una volta arrivati ad una taglia
adeguata, sposto in fine i piccoli nella vasca insieme ai
genitori e ai fratelli. I nuovi arrivati non hanno nessun
problema a integrarsi ne nuovo ambiente, anzi la presenza
della sabbia sembra essere una cosa assai gradita e iniziano
subuto a settacciarla con molto impegno. La colorazione fino
ad ora è rimasta ben distinguibile da quella dei loro
genitori che riesco sempre a distinguere chiaramente. I piccoli
sono più chiari, quasi bianchi, con riflessi verde
azzurro sulle pinne. I genitori, invece, hanno una colorazione
più giallastra, e inoltre, le striature che partono
dalla linea laterale sono molto più evidenti e marcate,
e di un colore, anche queste, di un giallo più carico.
Gli occhi sono infine molto più rossi e scuri negli
adulti e anche leggermente più grandi.
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L'ora del pasto
L'ora del pasto
Con il periodo invernale le deposizioni sono diventate
più irregolari, ultimamente poi non ho più raccolto
sempre le uova, abbandonandole perciò al loro destino,
e dando per scontato che venissero mangiate, visto l'affollamento
in vasca. Evidentemente invece i miei pesci mangiano abbastanza
da non predare neanche i pur piccolissimi neonati, tanto che,
un pomeriggio, con mia grande sorpresa, mi sono accorto che
tra le piante c'era un piccolo di sole due settimane circa!!!
Evidentemente era nato in vasca, ed era cresciuto, riuscendo
a raggiungere oltretutto una taglia che ormai gli consentiva
di stare senza problemi con i suoi fratelli, più grandi
di almeno quattro o cinque volte, che gli nuotavano attorno
indifferenti. Per sicurezza, l'ho pescato e messo nella vaschetta
con dei fratelli di poco più grandi, però questo
dimostra che, se gli adulti sono ben alimentati, non ci sono
altri pesci nella vasca, e il filtro non li risucchia, una qualche
possibilità di sopravvivenza i piccoli l'hanno.
Nella foto il piccolo sopravvissuto, gli esemplari che si
vedono sono i suoi fratelli, oltretutto non
ancora cresciuti del tutto, il che fa capire quanto è
piccolo, e quanto è stato fortunato, e scaltro.
Spero con questo articolo di aver potuto dare il mio modesto
aiuto a chi vorrà cimentarsi nella riproduzione dei Corydoras.
Scusatemi per il mio sistema, è forse un po’ empirico,
e probabilmente anche le mie considerazioni, e le mie osservazioni,
non proprio professionali.
Vorrei infine concludere dicendo che molto spesso questo simpaticissimo,
e poco appariscente, pesciolino viene considerato solo un quasi
indispensabile spazzino, una presenza necessaria, ma non sempre
voluta, negli acquari degli appassionati, ma, a mio avviso,
merita davvero, un posto di rilievo nel mondo acquariofilo.
Stefano è membro del:
GATV - Gruppo
acquariofilo trevigiano
AIG
- Associazione italiano Guppy
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